La fiera di Sant’Antonio

Se a Chiavari ci fosse stata un’amministrazione comunale a guida Partecipattiva quali differenze ci sarebbero state nell’organizzazione della fiera di Sant’Antonio?
La storia non si scrive con i se, la politica, quando si è minoranza, sì.
Il se è l’alternativa, è far vedere che un’altra politica è possibile.
Un’amministrazione di Partecipattiva:
- avrebbe cercato un accordo con le ferrovie e con l’azienda trasporti per organizzare collegamenti straordinari con la costa e l’entroterra incentivando, con indubbi vantaggi per la città, l’uso del mezzo pubblico per recarsi alla fiera;
- avrebbe organizzato qualche spettacolo collaterale in sintonia con la tradizione della fiera;
- avrebbe fatto un manifesto che celebrasse la millenaria tradizione e che fosse un saluto e un ringraziamento alle migliaia di persone che giungono a Chiavari nel giorno della fiera portando ricchezza alla città;
- avrebbe messo, in un luogo idoneo, dei servizi igienici da campo e la disponibilità di acqua potabile a servizio di  di un numero così straordinario di visitatori.
E soprattutto, dopo la fiera, gli amministratori di Partecipattiva sarebbero andati a proprie spese alla fiera di Sant’Orso in Aosta per imparare e trovare stimoli e idee per far meglio l’anno successivo.

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2 Commenti a “La fiera di Sant’Antonio”

  1. puntuale scrive:

    ma c’è la ferrovia per arrivare a conscenti?

    L’afflusso dalle altre città è stato cosi rilevante da chiedere treini speciali perchè quelli normali erano pieni?

    Ma vi siete mangiati il panino con la porchetta o vi siete fumati qualcosa?

  2. Parrocchia scrive:

    Ma io avrei soppresso la fiera e sarebbe stato meglio….ormai ci sono solo venditori cinesi e vu compra…..non mi pare che fosse nella tradizione…..
    I cessi ci sono anche nei bar…..e fierai anche se consumano un caffe oltre a spocrcarci la citta non sarebbe male.

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