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Finalmente è finita l’agonia del progetto sulla Colmata. Nessuno l’ha comprata!

Per la seconda volta l’asta per la Colmata è andata deserta.
Nessuno vuole comprare il progetto che dal 1995 riempie le pagine dei giornali e di tutta la propaganda che, a nostre spese, il sindaco Agostino ci ha propinato in tutti modi possibili.
E’ stato il mercato a dire la parola fine a questa sorta di “accanimento terapeutico”, grazie al quale il progetto Campodonico-Panero è stato tenuto in vita fino ad oggi: nessuno lo vuole!
Eppure era chiaro che sarebbe finita così. Il progetto è brutto, caro, poco conveniente ad un investitore privato serio, pieno di rischi (sarebbe stato facile venderli tutti quegli appartamenti a chissà quali prezzi?), pieno di vincoli urbanistici e architettonici.

Quindici anni persi, così come sono andati persi un mucchio di euro che questa aministrazione ha continuato a spendere inopinatamente per testardaggine e arroganza.
Chi restituirà ai chiavaresi questi soldi?
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Decalogo per uno sviluppo sostenibile dei waterfront

Il Centro Internazionale Città d’Acqua svolge attività di documentazione, informazione, studio e ricerca sui problemi e sulle esperienze degli insediamenti urbani fortemente caratterizzati dal rapporto con l’acqua.

Pubblichiamo il decalogo per uno sviluppo sostenibile dei waterfront, frutto del lavoro di ricerca di questo importante centro studi.

  1. La qualità di acqua e ambiente va garantita
  2. I waterfront sono parte del tessuto esistente
  3. L’identità storica dà carattere al luogo
  4. Bisogna dare priorità al mix delle funzioni
  5. L’accessibilità pubblica è un requisito indispensabile
  6. I progetti sostenuti da partnership pubbliche e private procedono più rapidamente
  7. La partecipazione pubblica è un elemento di sostenibilità
  8. Il recupero del waterfront richiede progetti a lungo termine
  9. La rivitalizzazione è un processo continuo
  10. I waterfront traggono beneficio dagli scambi culturali internazionali

Un ottimo punto di partenza per ripensare al waterfront chiavarese.

Iniziativa interessante per la Colmata

Italia Nostra onlus e Legambiente organizzano un’assemblea pubblica dal titolo

NO  AL  CEMENTO  IN  COLMATA – Avviamo un percorso per una soluzione partecipata

Saranno presenti i presidenti regionali delle due associazioni.
L’appuntamento è per mercoledì 14 ottobre alle ore 17 alla Sala della Croce Verde in Largo Casini a Chiavari.

La Colmata va alla Fiera

L’amministrazione chiavarese sull’area di colmata dimostra di essere veramente in stato confusionale. L’ultima trovata è quella di presentare il progetto alla fiera Eire-Expo Italia Real-Estate a Milano per cercare qualcuno che lo compri e sia disposto ad investire decine e decine di milioni di euro: una sorta di appello disperato rivolto ai privati: “Comprate la nostra Colmata, non fateci fare un’altra brutta figura con un’altra asta deserta; siamo pronti a modificare il progetto per soddisfare i vostri interessi!Continua a leggere

Colmata: si volta pagina!

Questa volta non ci sono scuse.

Questa volta ci vuole solo una seria e precisa autocritica.

Questa volta Il Sindaco deve tornare in Consiglio Comunale e dire: “Ho fallito! Non ho giustificazioni!”

Già, perchè se ancora qualcuno non lo sa l’asta per la cessione dell’area di colmata è andata deserta. Non la vuole nessuno. Nessun privato è disponibile ad accollarsi l’onere di fare la faraonica opera da 100 milioni, che da anni il Sindaco di Chiavari porta come fiore all’occhiello della sua amministrazione.

È un fallimento perchè questa doveva essere l’Opera, con la O maiuscola.

È un fallimento perchè a questo punto il mandato di Agostino finirà con la Colmata così come è adesso.

È soprattutto il fallimento di un’idea che poi è l’asse portante del pensiero agostiniano: l’idea che il privato venga a investire tanto a Chiavari accettando di fare in cambio tante opere pubbliche e portare sviluppo.
Oggi, nel 2009, soprattutto in questo 2009, questo tipo di soggetto privato non esiste più. Nel 2009 il privato è uno che vuole solo un grosso ritorno per sè (per chi non lo avesse ancora fatto consigliamo di leggersi “Il partito del cemento“, per chiarirsi le idee), un ritorno sicuro, indiscutibile.

Come si può pensare che uno venga a spendere 100 milioni per un’opera che “consentirà lo sviluppo di Chiavari”? Uno investe 100 milioni dove lo sviluppo c’è già ed è talmente forte che vuole goderne un po’ anche lui.

Sarà finalmente la volta che questo progetto venga chiuso definitivamente nel cassetto per non farlo più uscire?
Sarà finalmente giunto il momento di progettare in modo nuovo lo sviluppo di quell’area, coinvolgendo i chiavaresi prima che gli studi di architetti?
Sarà finalmente il momento che la Colmata cessi di essere ostaggio del Sindaco di turno (Agostino, poi Poggi, poi di nuovo Agostino) e torni ad essere patrimonio dei chiavaresi?

Ma soprattutto: sarà finalmente il momento che si comincia a capire che lo sviluppo di una città non lo fanno le opere pubbliche?

È il momento (e l’occasione) di voltare pagina!

Colmata: anche il Sindaco Agostino ha dei dubbi. Si torna indietro?

Nel verbale della Conferenza dei Servizi sulla Colmata del 7 febbraio leggiamo:

Il Sindaco precisa che per essere più trasparenti verrà dato l’incarico, dopo che sarà approvata la variante, ad una società esperta in valutazione di piani economici. Ne sono state interpellate tre, al di fuori delle attività pubbliche locali, affinché stabiliscano se il valore delle opere che rimarranno al pubblico e il valore di quelle che rimarranno al privato sia equo. E questa sarà la base d’asta. Già tutte e tre le società interpellate separatamente, che sono società di valutazione molto note, non società fantasma, o poco note e poco esperte hanno già sollevato seri dubbi sulla convenienza economica per il privato di realizzarle è per questo che intendiamo inserire la sala congressi fra le opere da lasciare in proprietà dei privati.

Che significa? Ma fino ad ora non era stato fatto un piano economico?
Ma tutta la propaganda di questi mesi sulla grande quantità di opere che rimangono pubbliche erano solo parole, non ancora valutate dal punto di vista economico?

Questa “scoperta” dell’amministrazione, dichiarata dal Sindaco in Conferenza dei Servizi, cosa potrebbe comportare?
Se i dubbi dovessero diventare certezza si dovrà tornare in Consiglio Comunale e ri-variare la variante e poi riconvocare la Conferenza dei Servizi e ridare quindici giorni di tempo ai cittadini per portare osservazioni e così via.
Ormai non si può più decidere di dare al privato qualcosa in più senza tornare in Consiglio Comunale  e ripercorrere tutta la procedura.

Sarebbe veramente clamoroso!

Continuiamo a pensare che i cittadini che chiedevano un altro progetto avessero ragione. Da quando Agostino si è insediato a Palazzo Bianco ad oggi ce ne sarebbe stato tutto il tempo.