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Progetto Lames e salvaguardia dell’ambiente

Nei giorni scorsi il Secolo XIX ha pubblicato alcune interviste ad esponenti del sindacato che commentavano negativamente la posizione espressa dalla sovrintendenza sull’urbanizzazione dell’area Lames.

Pubblichiamo qui la lettera che due chiavaresi hanno inviato al Secolo XIX (ed anche a noi per conoscenza) a commento delle interviste.

Progetto Lames e salvaguardia dell’ambiente

Abbiamo letto l’articolo di Debora Badinelli sul Secolo XIX del 6 novembre 2011, pagina 27, sul trasferimento della Lames da Chiavari Sampierdicanne alla località Quartaie di Cicagna e la sostituzione dell’attuale stabilimento Lames con un voluminoso complesso edile (un ‘grattacielo’ di 17 piani con adiacenti due palazzi di 6 piani e un edificio da donare al Comune). L’articolo accenna al parere negativo della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici al progetto edile, sulla base di scarsa documentazione ed eccessivo impatto ambientale. Leggiamo che il parere della sopraintendenza non è ‘gradito’ ai rappresentanti sindacali, che sostengono la prosecuzione del  ‘progetto Lames’ per motivi occupazionali. La questione è complicata, non vogliamo e non possiamo entrare in delicate questioni sindacali. Ma non possiamo non notare quanto segue. Il progetto edilizio Lames nell’area di Sanpierdicanne prevede la copertura del torrente Rupinaro, il rialzo dell’argine del torrente a ridosso del nuovo complesso edilizio di circa 80 centimetri e la realizzazione di parcheggi sotterranei in una zona di marcata esondazione del Rupinaro. Vogliamo ricordare quanto è successo a Chiavari in occasione dell’alluvione di circa dieci anni fa, con l’esondazione del Rupinaro a partire dalla zona della Lames, l’inondazione di garage e scantinati dei palazzi circostanti e, più a valle verso il centro di Chiavari, il bilancio di 1 morto. Scene drammatiche, che ci sono ritornate in mente guardando la tremenda alluvione di Genova di venerdì 4 novembre, causata dall’esondazione del rio Ferreggiano. E non possiamo non citare gli articoli pubblicati sul Secolo XIX del 6 novembre 2011, in particolare a pagina 6 (torrenti killer) e a pagina 4, in cui l’autore M. Maggiani conclude di essere stanco di sentir parlare di cause imprevedibili delle inondazioni. Siamo d’accordo con lui, occorre pensarci sin dall’inizio e farsi sentire. Ci chiediamo: è possibile che politici, sindacalisti e persone incompetenti nella di gestione del territorio e dei rischi inerenti, seppure per motivi comprensibili, possano pesantemente influenzare scelte urbanistiche e tecniche su cui non hanno competenze tecniche? Visto che da qualche parte occorre cominciare, lasciamo lavorare i tecnici in pace e usiamo la politica e le trattative sindacali per una migliore gestione del bene pubblico in toto, evitando speculazioni di qualunque tipo.

Ricordiamoci di queste interferenze e ricordiamoci di chi, per qualunque motivo, condiziona in modo negativo la corretta gestione del territorio e la sicurezza dei cittadini. Ricordiamocelo quando succedono i disastri ‘imprevedibili’ e andiamo a chiederne conto. Separiamo le giuste cause sindacali, da gestire con i datori di lavoro e con l’intermediazione della politica nazionale e locale, dall’urbanistica e dalla corretta gestione del territorio.

Marco Scambelluri e Luisella Pilotti
Sanpierdicanne, Chiavari

 

Lames: l’operazione immobiliare scricchiola e i lavoratori rischiano.

Abbiamo sempre affermato che se si vuole davvero salvare l’occupazione in Lames la strada intrappresa è sbagliata.
Il progetto urbanistico approvato in Consiglio Comunale è esagerato perchè si possa pensare ad un sua reale realizzazione.
Già la richiesta di una valutazione di impatto ambientale da parte della Regione è stato un primo segnale; adesso apprendiamo dalla stampa che anche la sovrintendenza ligure ai beni architettonici e paesaggistici boccia l’intervento (vedi articolo sul Secolo XIX).
Un’operazione immobiliare così consistente è destinata ad incontrare enormi ostacoli sul suo cammino: quale soggetto privato può pensare di investire in una operazione così a rischio?

Lo abbiamo detto e lo ripetiamo: se si vuole salvare Lames bisogna praticare altre strade.

Regione, Provincia, Comune: dove siete?
Lo ribadiamo ancora: se l’occupazione in Lames dovesse subire un drastico ridimensionamento la responsabilità sarà solo vostra.

Lames – siamo al momento decisivo

Questa sera (martedì) alle ore 21.30 si radunerà la Commissione Consiliare II del Comune di Chiavari per discutere sul progetto Lames.
La seduta è pubblica, per cui chiediamo a voi di partecipare e passare la voce, perchè ci sarà la possibilità di ascolatre direttamente da progettisti e amministratori chiavaresi cosa è previsto nell’area Lames.
Alla presentazione seguirà il dibattito tra i consiglieri comunali, dibattito che sarà libero sia nei modi che nei tempi e che non verrà più risproposto nel Consiglio Comunale del martedì successivo, durante il quale sarà possibile solo fare la dichiarazione di voto.
Purtroppo è da immaginare che, come già accaduto per il park dell’Orto, si debba assistere ad un atteggiamento ostruzionistico della maggioranza: la commissione consiliare è convocata per le 21.30 e i progettisti si prenderanno sicuramente un paio d’ore per presentare il progetto. Quindi il dibattito si svolgerà verso le 23/23.30 quando giornalisti e pubblico avrebbero voglia di andarsene a casa.
Chiediamo però ai chiavaresi di mettere in previsione di fare le ore piccole data la delicatezza della questione.

Ricordiamo a tutti infatti che in estrema sintesi Lames ha proposto due possibilità: o si salva l’azienda sacrificando il territorio, con una cementificazione senza precedenti a Chiavari, o si chiude l’azienda: Regione, Provincia e Comune non hanno saputo controproporre niente e si limitano ad accettare il male minore (rovinare il territorio) pur di non essere accusati di aver fatto chiudere la Lames.

Partecipattiva non è stata invitata ad alcun tavolo di trattative e solo domani sera avrà la possibilità di porre le domande opportune. L’auspicio è che oltre ai progettisti siano presenti anche i vertici della Lames e che partecipino anche numerosi chiavaresi. Non è una questione che riguarda solo Sampierdicanne! La ricaduta di ogni decisione sarà sull’intera città.

Tributi Italia: a che punto siamo?

Sono passati oltre due mesi dall’articolo Tributi Italia spa: “Riscuoti i soldi e scappa?“: vediamo ciò che è successo nel frattempo.

Proviamo a farlo da quattro punti di vista: quello dei lavoratori, della commissione del ministero delle finanze incaricata della vigilanza sull’albo dei riscossori, delle amministrazioni locali, dei contribuenti.
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Tributi Italia spa: “Riscuoti i soldi e scappa”?

 Nel numero del 24 settembre 2009 di Panorama, Laura Maragnani firma un articolo dal titolo “Riscuoti i soldi e scappa”, relativo al ‘colosso’ delle riscossioni Tributi Italia Spa, avente sede amministrativa a Caperana, in via Parma, 356. 

Dall’articolo emerge che Tributi Italia lavora per oltre 500 comuni. Con decine di questi ha costituito le cosiddette ‘società miste’ (pubblico-private), attraverso le quali riscuote anche ICI e TARSU, imposta e tassa che costituiscono le maggiori entrate degli enti per fronteggiare la spesa corrente. 

Centinaia di questi comuni hanno segnalato al ministero il mancato versamento delle somme riscosse dalla Tributi Italia. Parliamo di oltre 150 MILIONI di Euro. Sull’articolo sono elencati alcuni di questi comuni, quelli ai quali tributi italia deve versare le cifre più consistenti (Bologna, Nettuno, Aprilia, Pomezia), ma tra i comuni creditori ce ne sono molti anche del Tigullio: Chiavari (da delibera di giunta 232.000 euro), Cogorno (secondo l’assessore al bilancio in consiglio comunale: circa 40.000 euro), Rapallo, Neirone…

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