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Integrazione per le persone immigrate

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Integrazione per le persone immigrate

Non è compito del comune intervenire nelle leggi sull’immigrazione, però bisogna prendere atto che il fenomeno esiste, è in crescita e crea problemi di sicurezza e di sfruttamento.
La strada dell’integrazione, attraverso strumenti di incontro e di conoscenza reciproca tra le culture permette lo scambio e l’abbattimento della diffidenza. In quest’ottica è necessario fornire strumento di accoglienza alle comunità di immigrati perché possano conoscersi, avvicinarsi ai chiavaresi e attivare un sistema interno di controllo e prevenzione della criminalità.

Le nostre proposte:

  1. strumenti di incontro e di conoscenza reciproca tra le culture che permettano lo scambio e l’abbattimento della diffidenza;
  2. strumenti di accoglienza alle comunità di immigrati perché possano conoscersi, avvicinarsi ai chiavaresi e attivare un sistema interno di controllo e prevenzione della criminalità;
  3. sostegno agli sportelli immigrati.

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Le famiglie a Chiavari

Piano Regolatore Sociale -> Linee operative -> Le persone al centro nelle età della vita

Le famiglie a Chiavari

L’Ente locale appare sempre più come un luogo strategico per “reinventare” nuove politiche pubbliche, perché sempre più molte competenze sono trasferite dal centro alla periferia. In particolare riteniamo fondamentale il ruolo delle amministrazioni locali, in dialogo con le espressioni della società civile, per elaborare politiche che colgano adeguatamente la diversificazione dei bisogni familiari, soprattutto in funzione del ciclo di vita della famiglia.
Consideriamo la famiglia una risorsa vitale per la comunità locale:

  • è condizione per l’equilibrio e l’integrazione delle persone;
  • è capace di farsi carico di funzioni vitali;
  • è il luogo dove si sperimentano e si trasmettono alle nuove generazioni valori sociali fondamentali come la solidarietà, la reciprocità, la gratuità, l’accettazione del diverso, l’accoglienza;
  • ha la capacità di farsi carico di situazioni di disagio e di devianza.

Per questo, la famiglia può contribuire a rendere la società coesa, solidale e accogliente, capace di far fronte a fenomeni quali l’emarginazione o l’immigrazione, che non possono essere considerati solamente questioni di ordine pubblico.
Gli “ambiti” per i quali riteniamo possibile e quindi doveroso impegnarci al fine di attuare concretamente una “politica familiare” sono:

  1. sostegno alla genitorialità: maternità e responsabilità educative
    1. contributi economico alle donne che non usufruiscono dei trattamenti di maternità
    2. prestiti sull’onore, per sostenere le responsabilità individuali e familiari e agevolare l’autonomia di nuclei monoparentali, di coppie giovani con figli;
    3. agevolazione delle associazioni familiari che gestiscono in proprio servizi di baby-sitting, con personale volontario o a tempo parziale o anche con personale professionale, che stipulano contratti con gruppi di famiglie interessate;
    4. servizi innovativi relativi ad affido temporaneo;
    5. incremento dell’offerta dei nidi pubblici e privati, sia in termini di orari di apertura che di posti.
  2. politiche tariffarie
    1. ripartizione dei carichi impositivi e tariffari fra le famiglie, non solo in senso verticale (per classi di reddito), ma anche in senso orizzontale (tra nuclei familiari più “pesanti” e altri meno gravosi dal punto di vista della struttura dei bisogni);
    2. agevolazioni fiscali e tariffarie con differenziazioni dell’aliquota ICI per la prima casa, rivolte alle famiglie con specifiche responsabilità di cura.
  3. tempi sociali e tempi per la famiglia
    1. revisione degli orari e dei tempi delle città tenendo conto delle esigenze familiari;
    2. introduzione dei ‘buoni servizio’ validi per l’acquisto di servizi erogati da soggetti accreditati, per la casa e per le persone (si può ricorrere al cofinanziamento con il Fondo sociale europeo per la “Rimozione degli ostacoli alla partecipazione delle donne al mercato del lavoro”).
  4. Servizi a supporto della cura familiare per la permanenza di soggetti deboli nella famiglia
    1. interventi di sostegno di carattere economico per le famiglie che assumano compiti di cura di disabili fisici, psichici e sensoriali;
    2. contributo economico, inferiore alle rette degli istituti, a quelle famiglie che volontariamente preferiscano tenere in casa la persona bisognosa d’assistenza;
    3. convenzioni con iniziative di assistenza temporanea, o realizzazione di « servizi di sollievo », che non sradichino il soggetto debole dalla famiglia;
    4. accordi di programma e protocolli di intesa con strutture e organizzazioni che offrono servizi improntati non solo su criteri di efficienza, ma anche sulla ricerca di una maggiore umanizzazione dell’assistenza.
  5. Auto – aiuto, sostegno alle famiglie e tra famiglie, associazionismo
    1. supporti alla formazione alla “vita quotidiana” della famiglia, attraverso corsi, sportelli e centri di sostegno alle responsabilità genitoriali;
    2. promozione del mutuo aiuto tra le famiglie;
    3. servizi per l’affido familiare;
    4. servizio per accompagnare la relazione di coppia e familiare con corsi di preparazione al matrimonio civile, rivolto alle coppie che intendono sposarsi con rito civile.

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Riassunto della riunione di mercoledì 21 marzo

Mercoledì 21 abbiamo organizzato in sede un’assemblea pubblica sui servizi al cittadino. La discussione è stata accesa e sono emersi parecchi stimoli; una delle richieste più frequenti è stata quella di organizzare una regia comune per offrire servizi soddisfacenti senza sprecare le risorse.

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