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La cultura

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La cultura

Oggi la cultura, nelle sue varie manifestazioni, ha finito per avere paradossalmente contenuti negativi tali da suscitare atteggiamenti antagonistici e di diffidenza, ostativi a qualsiasi dialogo. Un malcostume consolidato, peraltro pure regionale, parte sempre dall’assunto “non ci sono soldi”, anche in assenza di richieste, poiché qualsiasi proposta di collaborazione tra pubblico e privato va ad ostacolare la prassi di disperdere in mille piccoli rivoli i modesti contributi elargiti a tutti i propri “clientes” che costituiscono la piattaforma elettorale (i mille rivoli fanno comunque delle congrue somme!).
Anche la politica della cultura, come tutte le altre politiche, deve partire dalla conoscenza delle realtà territoriali, tra le quali troviamo esempi di eccellenza: il Museo archeologico, il Museo Scientifico Sanguineti-Leonardini, Villa Rocca ed il parco adiacente ecc., che hanno necessità di “aprirsi” al territorio e non soltanto in termini obsoleti di visite guidate per scolaresche o per gruppi, ma per costruire eventi articolati, creando commistioni tra arte, musica ed altre discipline. Occorre investire risorse, mettendo a bilancio capitoli di spesa, vincolati ad obiettivi definiti, chiari e condivisibili. L’attività dell’Assessorato alle Politiche Culturali consiste principalmente nella conservazione e valorizzazione del patrimonio artistico, archeologico e monumentale e nella gestione degli eventi, ad essi collegabili.
Urge dunque un censimento delle risorse del territorio (associazioni, gallerie, volontariato, servizi sociali, strutture sanitarie…) disponibili a collaborare attivamente con l’assessorato per la definizione di obiettivi ed eventi, nella prospettiva di dare vita a forme di progettazione condivisa e partecipata che garantiscano esiti di lunga durata sul piano amministrativo-organizzativo; identificare i luoghi per costruire percorsi riconosciuti dalla cittadinanza, senza limiti di età o di categorie; identificare gli spazi dove i bambini possono esprimersi liberamente senza interferenze direttive degli adulti.
Prima di erogare qualsiasi contributo sarà richiesto il progetto nei dettagli dei relativi costi, della partecipazione di sponsor o contributi pubblicitari e di che tipo, e sarà necessaria, al termine, una relazione dei risultati rispetto agli obiettivi fissati, ed un resoconto contabile.
Sarà attivata anche una intensa comunicazione in rete, anche utilizzando la banda larga cittadina che realizzeremo, per facilitare l’interscambio.
Una politica che promuove la cultura migliora la qualità della vita in città, e stimola i talenti locali, e porta benessere sia a breve sia a lungo termine.

Abbiamo individuato cinque punti su cui verterà il nostro programma riguardante la cultura:

  1. azione di regia tra le diverse realtà museali chiavaresi per promuoverle e renderle maggiormente fruibili restituendo così alla città un patrimonio dimenticato e spesso non adeguatamente valorizzato;
  2. biblioteca: Chiavari non dispone di una biblioteca comunale dotata di sala lettura ma è ricca di collezioni librarie che meritano di essere valorizzate ed essere rese maggiormente fruibili. È quindi necessario coordinare le realtà bibliotecarie già esistenti (Biblioteca Elena Bono, Biblioteca del Museo Archeologico, Biblioteca della Terza Età, Biblioteche scolastiche) in vista di:
    1. individuare nuovi ambienti e mezzi (supporti informatici, internet) che facciano della biblioteca un luogo di aggregazione e confronto ed un centro di conoscenza e condivisione della cultura;
    2. estendere le fasce orarie di apertura diurne e serali;
    3. potenziare il settore dedicato ai ragazzi dedicando loro un’area con spazi per attività didattiche e di laboratorio;
    • coordinamento e coinvolgimento delle diverse associazioni culturali, che verranno coinvolte direttamente nell’organizzare la programmazione culturale dell’amministrazione;
    • programmazione di eventi di qualità, scegliendo anche di valorizzare con metodo e consapevolezza l’attività delle nostre associazioni culturali, assicurando così a Chiavari, una stagione di intrattenimento ricca di appuntamenti;
    • progetti con le scuole secondo una precisa programmazione che sia condivisa e che miri a proporre a bambini e ragazzi un’ampia offerta per la formazione culturale (incontri con gli autori, corsi di musica …)

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    Cultura: è solo un problema di soldi?

    Cerco di dare un breve contributo alla discussione aperta dal Vs. movimento che seguo con curiosità ed interesse. Tre anni di rapporto con le Amministrazioni del Tigullio ed  i rispettivi Assessorati alla Cultura mi fanno ritenere improbabile invertire una tendenza consolidata in passato. Oggi la CULTURA, nelle sue varie manifestazioni, ha finito per avere paradossalmente contenuti negativi tali da suscitare, nei confronti del malcapitato che ha l’ardire di sollevare questo problema, atteggiamenti antagonistici e di diffidenza, ostativi a qualsiasi dialogo. Un malcostume consolidato, peraltro pure regionale, parte sempre dall’assunto “non ci sono soldi” Continua a leggere

    Progettare i servizi

    Le risorse finanziarie a disposizione dell’ente pubblico per programmare gli interventi delle “spese correnti” (cultura, turismo, sociale, solidarietà, istruzione, pulizia urbana, vigilanza, manutenzione del verde pubblico …) sono sempre meno, perché ormai da anni i trasferimenti da parte dello Stato e dalla Regione sono in calo e la tassazione ha già raggiunto livelli elevati, al massimo di quanto il contribuente medio possa sopportare.

    Una delle entrate più consistenti, che confluisce a finanziare i servizi, sono le multe della polizia municipale per cui si crea il paradosso che da un lato si agisce per educare l’automobilista ad essere sempre più disciplinato nell’uso del mezzo, dall’altro in sede di previsione del bilancio si auspica di non diminuire questa voce di entrata, per cui l’input diventa “multate perché dobbiamo far cassa”. Continua a leggere