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Nuovo polo di medici della mutua a Chiavari: disagi in vista?

Ci sono pervenute numerose segnalazioni da parte di cittadini che lamentano il fatto che si stia per aprire a Chiavari un nuovo polo di medici di medicina generale nella zona ovest della città, in fondo a via Martiri della Liberazione.  Molti medici di Chiavari, ai quali fanno capo diverse migliaia di pazienti, trasferiranno il proprio studio in questo polo.
I cittadini che ci hanno segnalato il fatto sottolineano due conseguenze negative:
1) nella zona ovest della città esiste già, in via Prandina, un altro polo che raggruppa numerosi medici generici: l’apertura di un nuovo polo in via Martiri della Liberazione porterà ad uno sbilanciamento della distribuzione dei medici sul territorio chiavarese, con una concentrazione sensibilmente alta nella stessa zona ovest della città, mentre su tutto il rimanente territorio rimarrebbero solo pochi medici.  Ed è noto che sono molti i cittadini, soprattutto anziani, che scelgono il medico in base alla vicinanza dello studio rispetto alla propria abitazione.
2) questa nuova sede è collocata in  zona pedonale, non accessibile a mezzi pubblici e auto private, con conseguente disagio dovuto alla necessità di dover raggiungere a piedi gli studi.
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Non buttate via la nonna! :)

Secondo l’antica tradizione, questa notte, a mezzanotte, verranno gettati dalla finestra innumerevoli oggetti vecchi. Pur comprendendo il significato simbolico del gesto, non lo approviamo del tutto per il danno che può causare a persone e cose (ricordate la mitica scena fantozziana della lavatrice che si sfracella sul tettuccio dell’utilitaria?). cincin!Per mantenere viva la tradizione, e buoni i rapporti di buon vicinato con gli altri, abbiamo pensato di suggerirvi un elenco, una “top ten”, di cose da gettare dalla finestra in massima sicurezza.

Isolamento
Nessuno di noi (chiavaresi e non) vive in un eremo. Tutti viviamo, non in funzione, ma grazie anche all’esistenza dei vicini e concittadini; senza il loro aiuto e contributo alla vita pubblica non potremmo tirare avanti. Non sembrerebbe, ma è così. Buonismo catto-comunista? Nient’affatto: voi che ci conoscete, sapete che siamo pervasi da un profondo senso pratico: i bisogni degli altri sono anche i nostri; se noi aiutiamo loro, loro aiuteranno noi. Se dividiamo con loro gli oneri poi ne ricaveremo i profitti. E’ quasi una legge dell’economia! E se prima di arrabbiarci per un rumore molesto contiamo fino a dieci, domani lui sarà magari piu’ propenso a perdonare l’irripetibile ingombro davanti al garage. Continua a leggere

Il Piano regolatore sociale: criteri guida

I criteri guida del Piano Regolatore Sociale di Chiavari devono essere dieci:

  1. la centralità della persona, per organizzare le politiche e i servizi a partire dalla domanda e dai bisogni, e per coinvolgere direttamente i cittadini – utenti nelle scelte che li riguardano;
  2. l’integrazione ossia l’accoglienza, compresenza, la mutua accettazione, il reciproco cambiamento, e la cooperazione di soggetti diversi, attraverso un consenso sempre più partecipato;
  3. la responsabilità sociale ossia la necessità di individuare e indicare ruoli e competenze di tutti i diversi soggetti coinvolti nel nuovo disegno della città, partendo dall’Amministrazione Pubblica fino al singolo cittadino;
  4. la solidarietà ossia il lavoro condiviso, finalizzato al bene comune, non nella logica di mutualità, ma nella sua relazione con la responsabilità e l’efficienza. Non ci può essere sviluppo economico senza coesione sociale e viceversa;
  5. la trasparenza ossia la necessità di individuare preliminarmente sia gli obiettivi del Piano e la sua articolazione, sia i criteri di valutazione, misurazione ed efficacia delle diverse azioni e dei servizi ad esse collegati;
  6. la governance ossia lo stile di governo che prevede la cooperazione e l’interazione di tutti i soggetti, pubblici e privati, chiamati ad assumere decisioni;
  7. la sussidiarietà ossia la fiducia nella libertà, nella dignità, nella capacità del singolo cittadino e dei gruppi rappresentativi di costruire percorsi di partecipazione politica e amministrativa;
  8. la partecipazione ossia l’individuazione di nuovi modi, non strumentali o episodici, di appartenenza alla “città”, in modo che essa sia uno spazio in cui ciascuno si senta incluso e possa vivere, godendo dei benefici della convivenza ed esercitando le proprie responsabilità;
  9. l’equità e i diritti ossia il riconoscimento preliminare e fondante della necessità di tutelare i diritti inalienabili di tutti i cittadini, per il soddisfacimento dei bisogni fondamentali;
  10. la qualità ossia la necessità di individuare preliminarmente dei criteri, oggettivi e condivisi, di valutazione, misurazione ed efficacia delle diverse azioni e dei servizi ad esse collegati, che possano essere adottati e riconosciuti da tutti i soggetti coinvolti nella costruzione del Piano Regolatore Sociale.

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