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Con quasi 190 litri a testa all’anno, noi italiani siamo i primi consumatori al mondo di acque minerali, e siamo anche i primi consumatori di acqua in bottiglia, nonostante l’acqua del rubinetto sia controllata in maniera molto più severa. Nel frattempole bottiglie vuote vanno poi ad aumentare il volume dei rifiuti da smaltire. Spesso negli esercizi pubblici non riusciamo a farci servire acqua del rubinetto, eppure nessuna legge lo vieta!

La campagna Imbrocchiamola! di Altreconomia chiede di segnalare gli esercizi che servono acqua in bottiglia, e qui c’è un elenco di “chi la dà” e di “chi non la dà” 😉

Lettera aperta ai sindaci del Tigullio

Pubblichiamo la lettera aperta che il Comitato Acqua Pubblica ha inviato ai sindaci del Tigullio a fine novembre

Ai Sindaci del Tigullio

fontana o distributore?Gentili Signori Sindaco, probabilmente avrete sentito parlare di noi: siamo il Comitato Acqua Pubblica-Bene Comune del Tigullio, crediamo che l’acqua non sia una merce e che deve essere amata e rispettata, non solo gestita bene. Forse un’utopia, ma nella tradizione della civiltà di tutti i popoli.
Attualmente la gestione del ciclo integrato dell’acqua avviene, in osservanza alla Legge Galli, con le delibere dell’AATO, a cui partecipate voi o un vostro rappresentante, e la gestione tecnica di un Gestore responsabile, nel Tigullio AMGA, ora divenuta Iride. Tutta la gestione e i progetti vanno finanziati con le tariffe e questo, ve ne sarete accorti, rende impossibile una buona gestione. Troppe cose vanno male e per questo abbiamo raccolto in tutta Italia oltre 400.000 firme, per presentare una proposta di legge per la ripubblicizzazione dell’acqua (come è stato deciso pochi giorni fa a Parigi) e perché il finanziamento della gestione avvenga anche con la fiscalità generale, come per la scuola e la sanità. Perché l’acqua no? Continua a leggere

L’acqua: bene comune

Lo Sviluppo Economico Sostenibile

L’acqua: bene comune

L’acqua è un bene prezioso che va difeso in nome della qualità della vita e della salute pubblica.

Sulla lunga distanza il Comune si impegnerà a sostenere e promuovere la campagna di ripublicizzazione dei servizi idrici sostenuta dal comitato italiano per il contratto mondiale sull’acqua; nell’attesa riteniamo che la gestione dell’acqua debba, in ogni modo, avere un controllo pubblico che ne garantisca la qualità e ne razionalizzi la quantità  a tutela degli interessi collettivi. Dal momento che in questo momento il servizio idrico è gestito da Idrotigullio, ci impegniamo a rapportarci con questa società in modo assiduo, in collaborazione con gli altri sindaci del comprensorio, per tutelare i chiavaresi. In particolare sarà fortemente sollecitata la realizzazione del nuovo depuratore di Chiavari.

Per quanto riguarda le responsabilità comunali, c’è l’impegno a verificare quali perdite ci siano nella rete idrica. Probabilmente molte di queste perdite sono di tipo amministrativo, cioè furti d’acqua che non riusciamo a conteggiare, furti di un bene comune che vanno individuati, misurati e bloccati.
Bisogna inoltre fare un catasto delle tubature delle case di Chiavari, per vedere in quali case c’è il rischio di rilascio e presenza di piombo nell’acqua che esce dal rubinetto.

Per ridurre ulteriormente i consumi pensiamo di incentivare l’azione già iniziata da Idrotigullio per distribuire a tutti un kit di riduttori di flusso, dispositivi che permettono di ottenere un getto efficace e ricco con la metà dell’acqua comunemente utilizzata. Non solo quelli per il rubinetto ma anche quelli per la doccia. I consumi sarebbero comunque ridotti.

È necessario avviare campagne di informazione per mettere nelle condizioni i cittadini di usare nel modo migliore il servizio idrico e limitare gli sprechi.

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