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Lo sapevi che la bolletta dell’acqua è illegale?

Anche se la legge non lo prevede, il gestore del servizio idrico sta caricando sulla bolletta un profitto che è illegale! Si chiama “remunerazione del capitale investito” e, anche se è stato cancellato con il referendum dello scorso giugno, in provincia di Genova incide ancora per più del 22% delle bollette!! La buona notizia è che si può smettere di pagare questa quota, l’ottima notizia è che si può chiedere il rimborso per i mesi precedenti.

La procedura è abbastanza semplice, rivolgiti al Comitato genovese Acqua Bene Comune:
http://www.acquapubblicagenova.org/campagna-di-obbedienza-civile/

Pagando la giusta bolletta rispettiamo ed applichiamo il voto della maggioranza degli italiani, impediamo agli speculatori di lucrare sul diritto all’acqua e facciamo un passo in avanti verso la ripubblicizzazione del servizio idrico.

Inoltra questo messaggio ai tuoi contatti: si scrive acqua, si legge democrazia!

Per informazioni, e per aderire alle nostre iniziative:

Comitato genovese Acqua Bene Comune
Salita san Leonardo 25 r – tel. 389 9198656
http://www.acquapubblicagenova.org/
Facebook: Comitato Acqua Pubblica Genova
gruppoacquagenova@gmail.com

Tributi Italia: a che punto siamo?

Sono passati oltre due mesi dall’articolo Tributi Italia spa: “Riscuoti i soldi e scappa?“: vediamo ciò che è successo nel frattempo.

Proviamo a farlo da quattro punti di vista: quello dei lavoratori, della commissione del ministero delle finanze incaricata della vigilanza sull’albo dei riscossori, delle amministrazioni locali, dei contribuenti.
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Tributi Italia spa: “Riscuoti i soldi e scappa”?

 Nel numero del 24 settembre 2009 di Panorama, Laura Maragnani firma un articolo dal titolo “Riscuoti i soldi e scappa”, relativo al ‘colosso’ delle riscossioni Tributi Italia Spa, avente sede amministrativa a Caperana, in via Parma, 356. 

Dall’articolo emerge che Tributi Italia lavora per oltre 500 comuni. Con decine di questi ha costituito le cosiddette ‘società miste’ (pubblico-private), attraverso le quali riscuote anche ICI e TARSU, imposta e tassa che costituiscono le maggiori entrate degli enti per fronteggiare la spesa corrente. 

Centinaia di questi comuni hanno segnalato al ministero il mancato versamento delle somme riscosse dalla Tributi Italia. Parliamo di oltre 150 MILIONI di Euro. Sull’articolo sono elencati alcuni di questi comuni, quelli ai quali tributi italia deve versare le cifre più consistenti (Bologna, Nettuno, Aprilia, Pomezia), ma tra i comuni creditori ce ne sono molti anche del Tigullio: Chiavari (da delibera di giunta 232.000 euro), Cogorno (secondo l’assessore al bilancio in consiglio comunale: circa 40.000 euro), Rapallo, Neirone…

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Una città per la famiglia

Pubblichiamo, in questa presentazione che AFI Tigullio ha preparato apposta per Partecipattiva, un insieme di proposte innovative.

Nella prima parte troverete una breve analisi della situazione delle politiche per la famiglia in Italia, e nella seconda un insieme di proposte basate su esperienze di eccellenza in Italia. Il punto importante è che, nonostante sia essenziale lavorare a livello nazionale, nel locale è possibile mettere in atto proposte rivoluzionarie.

Partecipattiva ha attivato un gruppo di lavoro su questi temi, per portare alcune proposte alle amministrazioni di Chiavari e di Cogorno. E le tue proposte?

Anche Telepace contro le multe per le pulizie

Avete visto il servizio principale di tutti i Tg di Telepace di ieri 5 febbraio?

Il giornalista, curatore del servizio, ha svolto una ricerca su come viene affrontato il problema della pulizia delle strade dai comuni del Tigullio.
Il risultato è molto interessante: i comuni del Tigullio incassano una quantita nettamente inferiore di multe per la pulizia delle strade rispetto a Chiavari (qualcuno addirittura zero euro!) , a fronte di un servizio di pulizia uguale se non addirittura peggiore di quello degli altri comuni.

In particolare nel 2007 a Chiavari sono state effettuate circa 7400 contravvenzioni per non aver spostato la macchina in orario di pulizia e le entrate per queste multe sono state di circa 266 000 €!

Peraltro Chiavari non effettua la rimozione forzata delle auto, perchè non ha i mezzi per farlo a differenza di altri comuni (a questo proposito ci chiediamo: che ci fa l’amministrazione con i 266 000 € che dovrebbero essere utilizzati per finalità inerenti alla mobilità?) ; quindi la pulizia è ancor meno efficace perchè la spazzatrice fa lo slalom tra le auto posteggiate.

Non solo. Chiavari è l’unico comune che fa la pulizia a cadenza settimanale, tartassando continuamente i cittadini; eppure non manda a casa degli stessi il programma di pulizia, al contrario di Santa Margherita, che fa la pulizia una volta al mese e di mattina!

Insomma. L’ottimo servizio di Telepace ha messo ulteriormente in evidenza che la spazzatrice meccanica è una vera esattrice delle tasse.

Possiamo ben dire che a Chiavari di varamente “pulita” c’è solo l’addizionale comunale che si paga direttamente al Comune con la multa, anzichè all’IRPEF!

La nostra proposta: usiamo i soldi di queste contravvenzioni per istituire una rete di bike sharing. Prendi la bicicletta in un punto della città e la consegni in un altro, utilizzando una tessera magnetica acquistata con poca spesa in comune.

Si può fare. Si deve fare!

Lettera aperta all’assessore Perfigli

Pubblichiamo anche la lettera aperta che il Comitato del Tigullio per l’Acqua Pubblica ha inviato al dottor Perfigli, Assessore allo Sviluppo Produttivo della Provincia di Genovaacqua bene comune

Gentile Assessore,
nella prima pagina del sito dell’AATO della provincia di Genova Lei dichiara, tra l’altro:

“Uno degli aspetti più controversi dell’attuazione del Servizio Idrico Integrato è costituito dalla tariffa, che per legge deve coprire tutti i costi di gestione ed investimento.”

Siamo perfettamente d’accordo, anzi di più. Noi crediamo che l’acqua non è una merce e che deve essere amata e rispettata, non solo gestita bene, ma la Legge Galli, che norma la gestione del ciclo integrato dell’acqua e il suo finanziamento solo con le tariffe, garantendo un guadagno al Gestore e agli azionisti (dividendi), non permette una buona gestione. E deve essere cambiata subito.

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