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Sicurezza

Piano Regolatore Sociale -> Linee operative -> La vivibilità della città

Sicurezza

La sicurezza costituisce un bene primario, da tutelare attraverso la promozione dei diritti di cittadinanza, e una componente essenziale al miglioramento della qualità della vita di ogni persona. Ogni intervento volto a migliorare le condizioni di sicurezza ha come obiettivo ultimo l’ampliamento delle libertà e il recupero di sentimenti di fiducia tra le persone e tra queste e le istituzioni: senza fiducia nella possibilità di creare collettivamente condizioni di vita migliori nessun intervento sul piano della sicurezza potrà essere realmente efficace.
Negli anni i provvedimenti nazionali hanno sovraccaricato di responsabilità la polizia municipale ma l’esigenza di sicurezza da parte dei cittadini è aumentata: il problema va affrontato sia nell’immediato, attraverso la repressione, sia soprattutto sulla lunga distanza, puntando sulla prevenzione.

Questi gli impegni che ci assumiamo:

  1. sviluppare forme di concertazione e di coordinamento tra forze dell’ordine e polizia municipale, attraverso l’avvio di un tavolo permanente, per stabilire ruoli e collaborazioni, in modo da evitare sovrapposizioni e ottimizzare le risorse, e per favorire un intervento immediato nelle situazioni di emergenza;
  2. assegnare un vigile ad ogni quartiere o zona per garantire conoscenza delle caratteristiche del territorio e prossimità;
    dare la possibilità ai vigili di svolgere la loro attività in strada, organizzando in modo più funzionale lo svolgimento delle attività burocratiche;
  3. istituire una “Consulta per una città accogliente e sicura” con forze dell’ordine, realtà economiche, sociali e istituzioni scolastiche;
    organizzare interventi formativi nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nelle associazioni per crescere la cultura della legalità;
  4. istituire il servizio di “mediazione di comunità” creando una rete di referenti di zona che collaborino con il vigile di quartiere, per aggirare le difficoltà comunicative e organizzative tra l’amministrazione centrale e la periferia;
  5. utilizzare la banda larga cittadina, che sarà realizzata, per dare strumenti di allarme/controllo.

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Lo sport e l’educazione fisica

Piano Regolatore Sociale -> Linee operative -> Le politiche integrate

Lo sport e l’educazione fisica

Esiste una sostanziale differenza tra il concetto di sport e quello di educazione fisica.
Lo sport si caratterizza per il concetto di gara, è finalizzato al raggiungimento di un risultato in un contesto di competizione, che deve essere fonte di crescita ed educazione alla vita di gruppo e alla realtà.
L’educazione fisica comprende tutte le attività motorie che hanno come finalità il benessere psicofisico (correre, saltare, nuotare, ecc.)
L’amministrazione comunale ha, secondo noi, un ruolo fondamentale nell’avvicinare i suoi cittadini non solo allo sport (garantendo adeguate strutture e politiche gestionali) ma al concetto di salute in generale, offrendo a tutti spazi dove muoversi in libertà e sicurezza.

Proponiamo quindi:

  1. realizzazione di una nuova palestra, anche in tensostruttura, nella zona retrostante al Palazzetto dello Sport;
  2. realizzazione di una migliore pista di atletica con annesse attrezzature all’interno del Campo Sportivo;
  3. realizzazione di aree per l’attività fisica libera sul lungo Entella,
  4. individuazione di aree attrezzate per il gioco sportivo libero (basket, calcio, …) nelle zone periferiche e manutenzione delle esistenti (Piana del nuovo Mercato);
  5. individuazione e realizzazione di un’area per lo skateboard ed il pattinaggio;
  6. accordi e/o convenzioni con enti proprietari o concessionari di spazi per il gioco sportivo libero (campetti, locali attrezzati) al fine di renderli fruibili per attività coordinate da personale / associazioni;
  7. diffusione e promozione di una vera e propria cultura della salute e del movimento, proponendo e coordinando interventi nelle Scuole che educhino al rispetto e alla sana competizione
  8. individuazione di spazi per dare una sede non precaria alle associazioni sportive che ancora non l’hanno.

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Il Piano regolatore sociale: criteri guida

I criteri guida del Piano Regolatore Sociale di Chiavari devono essere dieci:

  1. la centralità della persona, per organizzare le politiche e i servizi a partire dalla domanda e dai bisogni, e per coinvolgere direttamente i cittadini – utenti nelle scelte che li riguardano;
  2. l’integrazione ossia l’accoglienza, compresenza, la mutua accettazione, il reciproco cambiamento, e la cooperazione di soggetti diversi, attraverso un consenso sempre più partecipato;
  3. la responsabilità sociale ossia la necessità di individuare e indicare ruoli e competenze di tutti i diversi soggetti coinvolti nel nuovo disegno della città, partendo dall’Amministrazione Pubblica fino al singolo cittadino;
  4. la solidarietà ossia il lavoro condiviso, finalizzato al bene comune, non nella logica di mutualità, ma nella sua relazione con la responsabilità e l’efficienza. Non ci può essere sviluppo economico senza coesione sociale e viceversa;
  5. la trasparenza ossia la necessità di individuare preliminarmente sia gli obiettivi del Piano e la sua articolazione, sia i criteri di valutazione, misurazione ed efficacia delle diverse azioni e dei servizi ad esse collegati;
  6. la governance ossia lo stile di governo che prevede la cooperazione e l’interazione di tutti i soggetti, pubblici e privati, chiamati ad assumere decisioni;
  7. la sussidiarietà ossia la fiducia nella libertà, nella dignità, nella capacità del singolo cittadino e dei gruppi rappresentativi di costruire percorsi di partecipazione politica e amministrativa;
  8. la partecipazione ossia l’individuazione di nuovi modi, non strumentali o episodici, di appartenenza alla “città”, in modo che essa sia uno spazio in cui ciascuno si senta incluso e possa vivere, godendo dei benefici della convivenza ed esercitando le proprie responsabilità;
  9. l’equità e i diritti ossia il riconoscimento preliminare e fondante della necessità di tutelare i diritti inalienabili di tutti i cittadini, per il soddisfacimento dei bisogni fondamentali;
  10. la qualità ossia la necessità di individuare preliminarmente dei criteri, oggettivi e condivisi, di valutazione, misurazione ed efficacia delle diverse azioni e dei servizi ad esse collegati, che possano essere adottati e riconosciuti da tutti i soggetti coinvolti nella costruzione del Piano Regolatore Sociale.

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precedente: Cos’è?

Il fronte mare

Il fronte mare di Chiavari è un patrimonio di tutti i cittadini ed ha potenzialità enormi. Dall’area di colmata (Piazza dell’Umanità) alla Colonia Fara ci sarebbero da fare decine di interventi per rendere questa zona uno dei punti di attrazione più suggestivi di tutta la città.

Per intanto sarebbe bello avere una passeggiata mare “integrata” con la pista ciclabile sul Lungo Entella (vedi articolo relativo). Passeggiata che potrebbe poi proseguire da Piazza Pescatori fino alla Colonia Fara e oltre (Colonia Piaggio). Immaginiamoci allora un percorso “virtuale” in bici (o a piedi) dalla foce dell’Entella fino alla Colonia Fara. Cosa vi piacerebbe vedere realizzato lungo questo percorso? Continua a leggere

IL BILANCIO PARTECIPATIVO

Quella che segue è una breve scheda riassuntiva di ciò che si intende per BILANCIO PARTECIPATIVO.
La sintesi, pur nella sua inevitabile limitatezza, vuole offrire lo spunto di un approfondimento per tutti coloro che vorranno conoscere più da vicino una delle tante soluzioni di democrazia partecipativa che, in forme e ambiti differenti, sta crescendo a livello mondiale rivelandosi in tutta la sua efficacia politica e sociologica.
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