FOTOVOLTAICO A COSTO ZERO

7 febbraio 2010

Credo che potrebbe essere utile per molte persone approfondire la conoscenza degli impianti fotovoltaici.

Pochi sanno che sui tetti di molte case c’è la possibilità di installarli a “costo zero”, ovvero che si ha l’opportunità di contribuire a ridurre notevolmente l’inquinamento atmosferico senza cambiare il proprio stile di vita, ma addirittura con la possibilità, in futuro, di guadagnarci qualcosa. Come si può fare?

Occorre innanzitutto documentarsi presso 3 o 4 aziende del settore, oramai sempre più numerose, innanzitutto per appurare la fattibilità del progetto (orientamento del tetto e tempo di esposizione al sole), poi per farsi fare un preventivo, visionare qualche opera già fatta e stimare serietà ed esperienza del personale.

A questo punto, prendendo come riferimento i preventivi ricevuti dalle aziende, contattare più banche (spesso gli installatori ne consigliano alcune di fiducia) per farsi pianificare un prestito (mutuo, finanziamento o altro) da dilazionare in rate tali da poter essere pagate direttamente dal proprio impianto fotovoltaico: generalmente si “autofinanzia” in circa 8-10 anni, terminati i quali il proprietario otterrà un guadagno pari approssimativamente alla rata del prestito appena finito di pagare, fino alla scadenza del contratto ventennale stipulato con il GSE (Gestore dei Servizi Elettrici).

Come ottengo il “costo zero”? Con i 5 vantaggi che l’operazione mi offre:

1- il GSE mi paga tutta la corrente che produco (la quale verrà misurata tramite un secondo contatore installato da ENEL) con una delle 3 tariffe variabili in base all’impatto estetico (integrazione) dei pannelli;

2- con un’ulteriore pagamento del GSE che, solo in questo secondo caso, mi paga tutta la corrente da me prodotta e non utilizzata, pertanto immessa in rete;

3- con il risparmio che ottengo riducendo o addirittura azzerando il consumo di corrente elettrica tramite il gestore (generalmente ENEL);

4- fra 6 mesi a tutti i contratti ENEL verrà applicata la tariffa bioraria, con evidenti vantaggi per chi non consuma (perché la sta producendo) corrente elettrica nelle ore di punta;

5- inoltre, se dopo o contestualmente al montaggio dei pannelli fotovoltaici vado ad effettuare dei lavori per ottenere un risparmio energetico (miglior isolamento della casa, installazione di caldaia a condensazione, pompa di calore, ecc.), il GSE mi riconosce una tariffa tanto maggiore quanto migliore sarà il risultato ottenuto, dimostrabile con la certificazione energetica (necessaria anche per detrarre dalle tasse il 55% delle spese sostenute) redatta da un professionista del settore.

Oltretutto aumenta anche il valore della casa.

Occorre inoltre sapere che per poter produrre una sufficiente quantità di corrente elettrica per il proprio fabbisogno, ora non è più necessario che il tetto sia perfettamente direzionato verso il sole: i pannelli hanno una buona tolleranza di esposizione, inoltre adesso se ne trovano in vendita alcuni che funzionano anche se sono rivolti verso il nord.

Che ne pensate? Aiutare l’ambiente è solo utopia o “roba da ricchi”?

CORRADO SANGUINETI

Partecip@ttiva incontra il sindaco di Cogorno Enrica Sommariva

5 febbraio 2010

Giovedì sera alle 18.00, una delegazione di partecipattiva ha incontrato il sindaco Enrica Sommariva.

L’iniziativa è stata di partecipattiva e perseguiva i seguenti obiettivi:

  • ribadire l’impegno dell’associazione nel comune di cogorno con una breve esposizione delle sue finalità
  • concordare con il sindaco una modalità di comunicazione che permetta sinergie utili al raggiungimento di scopi comuni
  • avere un riscontro relativo a due lettere inoltrate all’amministrazione l’anno scorso che trattavano:
  1. la disponibilità di un luogo dove riunirsi, ovviamente anche condiviso con altre realtà
  2. il punto della situazione relativo all’abbattimento delle barriere architettoniche all’interno del municipio

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Piazza N.S. dell’Orto: un cittadino ci scrive

24 gennaio 2010

Pubblichiamo un ampio stralcio della lettera che Alessandro Monti ha ricevuto, in qualità di consigliere comunale, da un cittadino chiavarese (S.M.) che negli ultimi mesi ha avviato un carteggio con l’amministrazione per chiedere spiegazioni sul progetto del Park di Piazza N.S. dell’Orto.  Nella prima parte della lettera, che non pubblichiamo, il Sig.   S.M.  riporta i passaggi di questo carteggio,  lamentando vizi di forma e di stile nelle risposte avute dal Sindaco.  Poi entra nel vivo della questione:

[...] la mia domanda era semplice: sapere perchè, a differenza di quanto successo per altre sue iniziative (leggi Colmata), la Sua Amministrazione non  abbia mai fatto pubblicare sui giornali [...] una ricostruzione al computer,  una proiezione, un disegno, un qualcosa meglio visto, per dimostrare come,  a  lavori finiti del “park”,  diventerebbe piazza N.S.dell’Orto.
La risposta era facile: sarebbe bastato mandarmi un disegno! Leggi il resto di questo articolo »

La fiera di Sant’Antonio

20 gennaio 2010

Se a Chiavari ci fosse stata un’amministrazione comunale a guida Partecipattiva quali differenze ci sarebbero state nell’organizzazione della fiera di Sant’Antonio?
La storia non si scrive con i se, la politica, quando si è minoranza, sì.
Il se è l’alternativa, è far vedere che un’altra politica è possibile.
Un’amministrazione di Partecipattiva:
- avrebbe cercato un accordo con le ferrovie e con l’azienda trasporti per organizzare collegamenti straordinari con la costa e l’entroterra incentivando, con indubbi vantaggi per la città, l’uso del mezzo pubblico per recarsi alla fiera;
- avrebbe organizzato qualche spettacolo collaterale in sintonia con la tradizione della fiera;
- avrebbe fatto un manifesto che celebrasse la millenaria tradizione e che fosse un saluto e un ringraziamento alle migliaia di persone che giungono a Chiavari nel giorno della fiera portando ricchezza alla città;
- avrebbe messo, in un luogo idoneo, dei servizi igienici da campo e la disponibilità di acqua potabile a servizio di  di un numero così straordinario di visitatori.
E soprattutto, dopo la fiera, gli amministratori di Partecipattiva sarebbero andati a proprie spese alla fiera di Sant’Orso in Aosta per imparare e trovare stimoli e idee per far meglio l’anno successivo.

Il fallimento pilotato dei Comuni italiani

17 gennaio 2010

Pubblichiamo ampi stralci di un articolo pubblicato dalla rivista AltrEconomia, nel numero di dicembre, che ben illustra la drammatica situazione in cui versano i Comuni italiani, tra i quali anche i nostri Comuni tigullini

[...] I Comuni italiani soffrono: non hanno soldi, o non possono spenderne. Cadono sotto i colpi di una politica nazionale demagogica che elimina i tributi locali ma non ne compensa la perdita, di un progressivo accentramento delle decisioni (mascherato di falso federalismo) e di regole europee miopi e controproducenti.
Ma se i Comuni falliscono, il problema è di tutti. Nei servizi, innanzi tutto. Niente soldi, niente asili nido, servizi alla persona, agli anziani, trasporti pubblici, raccolta dei rifiuti, sostegno alle famiglie, vigili urbani. Basta farsi un giro nella propria città, e fare due conti a casa, per rendersi conto di quanto i Comuni si siano impoveriti negli ultimi anni. I problemi sono anche per i conti dello Stato: secondo l’Istat, il comparto degli enti locali ha contribuito al miglioramento dei conti pubblici correggendo il proprio saldo, che tra il 2004 e il 2008 è migliorato di 2,5 miliardi di euro. Non solo: il 60% della spesa per investimenti del Paese è sostenuta dai Comuni. Eppure il grido di dolore dei sindaci è più forte che mai. E nessuno sembra ascoltarlo.

Le “spettanze”.
Per sapere quanto lo Stato versa alle amministrazioni comunali basta fare un salto sul sito del ministero dell’Interno. Qui, alla voce “finanza locale”, si può consultare il database delle “spettanze” dei Comuni italiani. Si tratta di quanti soldi lo Stato deve a ciascuno comune. Andate su www.finanzalocale.interno.it e cercate il vostro Comune. I dati arrivano fino al 2009, e si possono controllare le cifre negli anni precedenti. Provate a farlo, confrontando le cifre 2009 col 2008, e troverete una sfilza di segni meno. Milano, meno 40 milioni. Torino, meno 30 milioni. Roma, meno 90 milioni (Chiavari, meno 260.000; Cogorno, meno 40.000 ndr). Leggi il resto di questo articolo »

Tributi Italia: a che punto siamo?

29 dicembre 2009

Sono passati oltre due mesi dall’articolo Tributi Italia spa: “Riscuoti i soldi e scappa?“: vediamo ciò che è successo nel frattempo.

Proviamo a farlo da quattro punti di vista: quello dei lavoratori, della commissione del ministero delle finanze incaricata della vigilanza sull’albo dei riscossori, delle amministrazioni locali, dei contribuenti.
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La storia infinita dell’Auditorium di piazzetta san Francesco

20 dicembre 2009

Riceviamo e pubblichiamo la lettera che la Società Filarmonica di Chiavari ci ha inviato.

“Quella che voglio raccontare è la singolare storia della  Società Filarmonica di Chiavari – Tigullio Musica, che ha avuto in questi giorni un importante riconoscimento.
La storia incomincia nel lontano 1973, quando l’allora Amministrazione Gatti, a seguito della demolizione del Teatro Verdi, sede anche della Banda “Città  di Chiavari”, ha provveduto a dare una sede provvisoria alla banda nel teatro “CARITAS”.
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